La crisi di Ormuz e l'accelerazione della transizione energetica (legrandcontinent.eu)
- L'80% del petrolio di Hormuz è destinato ai mercati asiatici.
- Le tecnologie elettriche promettono una riduzione del 70% dei costi di importazione.
- La transizione riduce la dipendenza da rotte marittime insicure.
"Il blocco dello Stretto di Hormuz, snodo per un quinto del petrolio e del GNL mondiale, espone le fragilità delle economie asiatiche. A differenza della crisi del 2022 in Europa, la disponibilità attuale di tecnologie elettriche a basso costo offre un percorso concreto verso l'autonomia. Passare dal 'noleggio' di combustibili fossili all' 'acquisizione' di infrastrutture di generazione locale (solare, eolico, batterie) permette ai paesi di trattenere capitali e mitigare la volatilità geopolitica dei colli di bottiglia globali."
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